Me too – Spettatori paganti

Il primo articolo del nuovo anno è il contributo che ho scritto per il progetto Me too che, grazie all’iniziativa e all’ospitalità di Tratto d’unione, ha permesso a tante blogger di raccontare il vissuto, personale o di persone care.
Sono quella che sono, per fortuna o purtroppo, anche grazie a queste ferite che porto senza vergognarmi di raccontare. Avrei potuto essere una donna migliore, forse, ma nessuno lo saprà mai.
A chi leggerà chiedo il favore di lasciare un segno anche sul blog di Tratto e magari di leggere chi, prima di me, ha raccontato.
Ogni testimonianza è un passo prezioso verso un mondo migliore.
Ogni lettura è un passo verso la consapevolezza.
Questo è ciò che tutte le donne si augurano.

Tratto d'unione

spettatori pagantiImmagine di Arianna Farricella

«Una volta mi ha picchiata mentre mi possedeva. Dovrei dire mentre facevamo l’amore, ma quello era tutto tranne che amore. Ho portato i lividi dei suoi pugni sui fianchi per settimane. Mi muovevo sotto di lui, è stato questo il motivo della sua furia. Solo le puttane si muovono durante il sesso, le brave mogli cattoliche invece stanno ferme, attente a non godere perché non sta bene. Avevo vent’anni quando mi sono sposata. Erano i primi Anni 60, non si parlava certo di violenza sulle donne né di femminicidio. I panni sporchi andavano lavati in famiglia e se il marito ti prendeva a sberle magari gliene avevi dato motivo. Per chi non sapeva sopportare qualche schiaffo in silenzio non era così semplice separarsi. Il giorno in cui ho abortito la prima volta se n’è andato a caccia tutto il giorno. Si è arrabbiato tanto al suo…

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36 pensieri su “Me too – Spettatori paganti

  1. … e ancora oggi c’è chi pur di non ammettere la separazione si dimentica che i bambini e le persone intorno non sono solo spettatori ma attori nemmeno troppo secondari di tutta questa pantomima che chiamiamo “amore”.

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  2. nella tua narrazione poni l’accento su un aspetto non secondario ma poco esplorato: c’è una responsabilità anche da parte della vittima, non certo nel senso di sue provocazioni verso l’uomo, ma perchè dopo tanti anni è ancora a fianco di quell’uomo violento, perpetrando nel tempo un legame marcio al cui cospetto crescevano dei bambini incolpevoli e segnati nel fisico e nel cuore. Forse fossero stati figli suoi la donna avrebbe trovato la forza di separarsi da quel bruto.
    ml

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    • Ognuno è responsabile, nessuno escluso. Non si è mai del tutto vittime né carnefici, bambini esclusi ovviamente. Educazione famigliare, retaggio culturale, inclinazioni personali, religiosità distorta o senso del dovere malato, mettiamoci tutto dentro e sarebbe ancora poco.
      Non siamo state protette, questo è quanto e i danni ci sono stati. Sarebbe bello non capitasse più ma non aspiro a tanto. Forse con il tempo ci si arriverà, a patto che si inizi ad educare al rispetto fin dalla nascita.
      L’ultima tua frase è un pugno nello stomaco….. eravamo le figlie della sua gemella, eravamo comunque esseri innocenti da proteggere. Questo avrebbe dovuto essere sufficiente.
      Grazie mio caro per il tuo doppio passaggio.

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  3. Cara Mela, grazie per questo importante contributo al dibattito sugli abusi. La “violenza assistita” è un grandissimo problema che comincia ad emergere e a trovare spazio in questa triste letteratura solamente di recente e in Italia ancora non esiste una normativa specifica.

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  4. E’ un problema che non verrà mai completamente sradicato, temo.
    La “forza” fisica dell’uomo avrà sempre il sopravvento se si arriva alla violenza.
    Il problema è sempre nella testa delle persone, e nel falso credere che la donna sia un oggetto da utilizzare e gestire a piacimento.

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    • Sono convinta che molto potrebbe essere fatto se solo le famiglie si impegnassero nell’educazione dei figli, soprattutto maschi. Educare fin da piccoli al rispetto delle donne, al ritenere che tutti debbano avere pari diritti, alla condanna della violenza e della forza fisica come mezzo di sopraffazione, sarebbe un bel passo avanti.
      Quando vedo madri in televisione difendere i propri figli, colpevoli di violenze o addirittura omicidi sulle donne, perché “lei se l’è cercata e mio figlio è un santo”, sono sempre più convinta che procreare un figlio non faccia diventare automaticamente un buon genitore.

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  5. “e ancora oggi c’è chi pur di non ammettere la separazione si dimentica”
    Mai sentito parlate della Sindrome di Stoccolma : “viene ritenuta un caso particolare del fenomeno più ampio dei legami traumatici, ovvero quei legami fra due persone delle quali una gode di una posizione di potere nei confronti dell’altra che diviene vittima di atteggiamenti aggressivi o di altri tipi di violenza”.

    Si fa presto a dare giudizi… bisognerebbe forse stare dentro queste dinamiche.

    Scusami mela🦋

    Shera

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  6. Cara Mela, che scritto meraviglioso su un argomento così importante!
    Spero tanto che l’essere umano possa fare passi in avanti perchè sono ancora purtoppo ancora così in molti a considerare la compagna come una loro cosa, un oggetto da possedere, da azzittire e all’occorenza da azzittire definitivamente….

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  7. È sconcertante costatare come alcuni individui non sappiano godere se non nel fare soffrire gli altri o nell’autoinfliggersi dolore, sopportando e non reagendo. Lui avrà goduto? Lei, come poteva sentirsi al suo posto in una simile relazione? Come poteva non giudicarla sbagliata? Sono dinamiche familiari più diffuse di quanto si pensi, magari non a questo livello, ma anche meno è già gravissimo. Ed è giusto portarle alla luce. Che tristezza Mela in questa miseria di assenza d’affetto o, come hai scritto benissimo, generosità verso la violenza! E quanta angoscia nell’impotenza di poter fare qualcosa di concreto per cambiare la situazione! Immagino la tua, e la vostra, sofferenza.
    Ti abbraccio forte forte ❤️

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    • Guardare indietro non è mai produttivo, però a volte mi domando quante delle mie scelte avrebbero potuto essere diverse se solo avessi avuto una situazione più serena. Mi consolo pensando che poteva andare anche peggio.
      Ricambio l’abbraccio amica mia 💙🌹

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