Considerazioni virulente in un giorno qualunque

(Foto personale)

Benché un flagello sia infatti un accadimento frequente, tutti stentiamo a credere ai flagelli quando ci piombano addosso. …….Quando scoppia una guerra tutti dicono:”è una follia, non durerà.” E forse una guerra è davvero una follia, ma ciò non le impedisce di durare. La follia è ostinata, chiunque se ne accorgerebbe se non fossimo sempre presi da noi stessi. ……..Dal momento che il flagello non è a misura dell’uomo, pensiamo che sia irreale, soltanto un brutto sogno che passerà. Invece non sempre il flagello passa, di brutto sogno in brutto sogno, sono gli uomini a passare, e in primo luogo gli umanisti che non hanno preso alcuna precauzione. I nostri concittadini non erano più colpevoli di altri, dimenticavano soltanto di essere umili e pensavano che tutto per loro fosse ancora possibile, il che presumeva che i flagelli fossero impossibili. ….Si credevano liberi e nessuno sarà mai libero finché ci saranno dei flagelli. (Albert Camus, La peste)

Sembra trascorso un secolo, anziché poco più di due settimane, da quando carnevale ha portato uno scherzo che durerà ancora a lungo, senza purtroppo far ridere nessuno.

Comincio ad essere molto stanca e la fatica si sta facendo sentire ogni giorno che passa. Ho le mani consumate dall’alcool e cotte dai guanti, mascherine neanche a pagarle oro, d’altra parte sono asmatica, se la metto rischio una crisi respiratoria, se non la metto mi becco un bel virus blasonato. Ho in macchina un raccoglitore ad anelli, dentro ho le autorizzazioni a pendolare tra due zone rosse, una busta paga, il tesserino dell’ordine e la carta d’indentità. Ad ogni paletta, ad ogni documenti prego sussulto come stessi commettendo un reato e respiro di sollievo al vada pure, come l’avessi scampata.

Le persone arrivano, chiedono rassicurazioni, ripetono le sciocchezze sentite dal solito cugino ben informato o, peggio ancora, dal Dr. Google e per tutti ci vuole tempo, pazienza e tante, troppe parole che spesso resteranno inascoltate.

Le misure precauzionali sono semplici in fondo, ma ancora oggi ho visto capannelli di ragazzini che ciondolavano come fosse una qualunque giornata di festa, mamme in giro con passeggini e pargoli mocciosi e anziani, tanti, troppi anziani.

Non c’è distanza di sicurezza, non c’è lavaggio di mani per quanto accurato, non c’è gel disinfettante o mascherina che possa arginare il flagello della stupidità e dell’ignoranza.

Quell’arrogante spavalderia che tanti esibiscono, la noncuranza nel volersi sentire superiori a tutti i costi mi fanno salire la merda ad un cervello, il mio, che nella merda di queste giornate sta affogando.

Ogni giorno, in modo sempre più secco e conciso, consiglio a chi può permetterselo di stare a casa. Le risposte e gli sguardi sfumano dal sorpreso, allo scocciato per finire allo spazientito o, ancor peggio, allo sguardo placido di una mucca che guarda passare il treno.

Spero che al più presto, oggi o domani, si decida di chiudere tutto. Così non va.

41 pensieri su “Considerazioni virulente in un giorno qualunque

      • Io ho la fortuna di avere una cugina infermiera (mia mamma le mie competenze non le ha mai prese sul serio, le sue sì…), e per altro con più autorevolezza di me.
        Alle disperate mi rivolgevo a lei per far intendere a mia mamma che quello che le stavo chiedendo di fare era importante, e non me l’ero inventato la notte… nel caso, se puoi approfittare di una parentela o amicizia utile, fallo…

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      • Purtroppo non ne ho… e mio padre per esempio pensa sia tutto un complotto, una banale influenza, e le volte che lava le mani su mia insistenza lo fa borbottando solo per assecondare “la mia psicosi” da povera vittima dei media, che tra l’altro centellino, attenendomi solo alle notizie ufficiali, a differenza sua °_°”

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  1. ha ragione Camus e tu con lui, il flagello stentiamo a riconoscerlo, troppo diverso dal quotidiano rassicurante cui eravamo abituati. Per questo non è facile adeguarsi alle nuove regole, non è la comprensione che difetta, ma l’accettazione di essere ciascuno un soggetto a rischio per sè e per gli altri. Riconosco che io stesso ho comportamenti non impeccabili, diciamo che interpreto a mio modo le regole (ogni tanto esco in bicicletta evitando assembramenti ma sconfinando parecchio dai limiti del mio comune; mi vedo ogni giorno con due o tre persone senza particola cautele).

    nonostante il tema poco allegro, sono contento che tu sia tornata a scrivere.
    un abbraccio
    ml

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    • Le imposizioni e i limiti pesano, non lo posso certo negare, ed io stessa sono spesso ribelle e insofferente alle regole imposte da altri. In questo caso però non si tratta di fare fesso un limite di velocità o un tasso alcolemico, ma di una malattia ad alto rischio per un gran numero di persone già fragili. Dovrebbe far riflettere ma tant’è, fino a che non ci tocca da molto vicino non apriamo gli occhi. Ciechi che vedono, ciechi che, pur vedendo, non vedono direbbe Saramago.
      Comunque sono sicura che le tue trasgressioni siano piccole e molto prudenti. Primum non nocere…… non si fa il medico, lo si è e credo sia per sempre.

      Ho avuto un lungo e difficile inverno, amico mio, e proprio quando speravo fosse finito mi è arrivata una bella corona sulla testa!! Manco fossi una regina 😉
      Ti abbraccio con l’affetto di sempre.

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      • Gioia.. io vorrei abbracciarti e e dirti che andrà tutto bene.
        Ma non posso.mi limiterò a scriverti
        Sii coraggiosa e forte.
        Andrà bene.

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      • Non ho paura per me, Lisa, ma per chi mi sta accanto….. finirà, ne sono sicura, e spero avremo imparato qualcosa, perché nulla accade per caso e certe lezioni vanno davvero tenute a mente come monito.
        Ti abbraccio forte e quando guardi il mare fallo un pochino anche per me 😘

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  2. Non c’è nulla da fare. L’uomo non impara nemmeno quando lo ha sotto gli occhi. Quando gli accade allora è troppo tardi. E’ successo anche a noi. Abbiamo sottovalutato il virus che stava flagellando la Cina (terra assai lontana per antonomasia arrivato in Italia. La comunicazione che era letale per gli anziani con patologie pregresse unita al rischio di inchiodare l’economia già traballante ha diffuso nella popolazione la convinzione che sarebbe stata solo “un’altra influenza stagionale”. I più giovani hanno dato l’esempio del peggiore individualismo: gli anziani vanno protetti come hanno protetto voi quando eravate dei piccoli alla mercé anche di un raffreddore.
    Anche il resto dell’Europa ha sottovalutato, nonostante avessero disponibili i nostri dati.
    Cara Mela, spero che tu abbia la possibilità di stare a casa. Sembra essere l’unico rimedio a lasciare morire di fame il virus fetente. Un abbraccio forte (che via schermo si può).

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    • Grazie per le tue parole Red e proteggi più che puoi i tuoi nanerottoli.
      Non posso stare a casa, il ministro della sanità mi obbliga a rimanere al mio posto finché non avrò patologia respiratoria conclamata o sarò risultata positiva al test. Circolare ministeriale di ieri pomeriggio.
      Un abbraccio virtuale ma sincero.

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  3. Stupidità arroganza unità ignoranza non dobbiamo illuderci che passeranno mai.
    Cara Melina Molti dicono ma si è detto tante volte dopo guerre o accadimenti nefasti che nulla sarà più come prima, purtroppo non aggiungono quel peggio di prima.
    Non mi illudo che Salvini non riprenda a sbraitare e che in contrapposizione vi sia una politica di velluto scivoloso.

    Ti abbraccio forte Scusa se sono sintetica❤🌹

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  4. Sono passati giorni dal tuo scritto, qualcosa è cambiato ma non abbastanza altrimenti oggi non avremmo superato la Cina per morti. Dobbiamo resistere e per alcuni è più difficile di altri ma se continuiamo così dovranno militarizzare tutto. Purtroppo se qualcuno cerca solo di prendere un po’ d’aria altri se ne approfittano e poi c’è la questione di chi ancora lavora e deve per forza spostarsi. La situazione non è facile e temo durerà ancora un bel po’.

    Sono felice che tu abbia ricominciato a scrivere.

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    • Ciao mia cara amica! Sto bene e continuo a lavorare. Vedremo se la fase 2 ci porterà un po’ di serenità e tanto buon senso nel riguadagnare la libertà poco alla volta.
      Lo spero, ma….. oggi nel campetto davanti a casa mia i ragazzini giocavano a calcio, tutti uno addosso all’altro e senza ombra di mascherine….
      Forse è giusto così, dobbiamo addomesticare il virus imparando a conviverci, però fa impressione vedere che tanti non hanno capito nulla.
      Ricambio il tuo abbraccio con tantissimo affetto 🌹

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