Come foglie

Lucca 2019 – foto personale

Sono stanca, tanto, e oppressa. È una sensazione generica, non riesco a definirla in altro modo se non visualizzando una mano che mi tiene premuta la testa verso il basso.
Sono soprattutto i giorni di riposo a fregarmi.
Quando lavoro mi sfinisco, non ho neppure il tempo di andare in bagno, figuriamoci di pensare e, quando arrivo a casa, semplicemente mi spengo.
Nei momenti di riposo invece la testa parte per suo conto e mi trovo a girare a vuoto; potrei pulire una casa che ne ha molto bisogno, magari cucinare quel piatto elaborato che progetto da tempo o provare a fare il pane, con quella preziosa bustina di lievito che ho messo da parte, ma niente, zero voglia.
È come se fossi in riserva e ogni singolo grammo di energia residua avesse come unico target il lavoro.
Non riesco quasi più a leggere, non ascolto musica, ho smesso di guardare i notiziari. Ogni mattina leggo le mail, controllo le circolari che sono arrivate, ciò che veramente mi serve per il quotidiano e cestino tutto il resto.
Ho bisogno di silenzio, lo cerco come fosse ossigeno, mi isolo, metto i tappi per dormire, stacco i telefoni. Cerco un po’ di pace in una bolla, lavoro e aspetto che il peggio passi.
Il periodo che stiamo affrontando ha avuto il grande pregio di mettere finalmente a nudo l’essenziale che, prima, era davvero invisibile agli occhi.
Ho smesso di cercare la felicità nell’effimero superfluo e mi concentro sulla concretezza del poco di ogni giorno.
In queste settimane mi sto confrontando con le paure ataviche, mie e di chi mi circonda, con l’esigenza professionale di essere calma e razionale, con la consapevolezza che potrei ammalarmi e anche morire.
Ho messo a posto un po’ di cose, pulito e sistemato vecchi archivi cartacei e files che non ricordavo più di avere. Ho perfino fatto una specie di testamento, una busta di carta kraft con appiccicato un post-it da aprire in caso di emergenza.
Mi tengo pronta ad ogni evenienza, non si sa mai, ma cazzo se mi tremava la mano mentre scrivevo.
In realtà, per quanto di passaggio, non siamo mai abbastanza pronti ad andare via di qua.
Le giornate sono stressanti e caotiche. Il telefono non smette mai di squillare. Corro, quanto corro!
Mi sono cucita mascherine di cotone colorato, mi sono rifiutata di usare quelle bianche, perché non posso permettermi di perdere la speranza e voglio un pizzico di allegria nelle mie giornate. Faccio fatica a tenerle sul viso, mi manca subito l’aria e vado in affanno. Ho stretto un accordo con un collega: quando le occhiaie diventano troppo nere mi avvisa, così la tolgo e mi ossigeno. Piano piano mi sto abituando, come i fiori anoressici di un’aiuola spartitraffico, che continuano a fiorire tra fumi di monossido e diossina.
Non abbiamo tutele se non quelle cui abbiamo provveduto di persona, non abbiamo fatto tamponi, nessuno ci ha fornito presidi di protezione.
Siamo qui con le nostre forze, ogni tanto l’umore scende però resistiamo.
Tre volte al giorno mi misuro la temperatura, la pelle delle mani è sempre più ruvida per i guanti e i lavaggi, in compenso ho unghie lunghissime perché non le posso più mangiare. Ho fatto crescere finalmente gli artigli, per aggrapparmi meglio a ciò che non voglio scivoli via.
Disinfetto con furia tutto ciò che tocco, le maniglie dell’auto, il volante, il cambio, le chiavi, i telefoni, gli occhiali, la borsa, i pulsanti, le scarpe che indosso. Ormai è una routine cui mi aggrappo per andare avanti.
A volte piango, poco e furtivamente, per non farmi accorgere e al telefono faccio una voce allegra e rido.
Sto da sola, ormai da un mese anche nel fine settimana, per non portare la malattia alla mia famiglia.
Qualcuno mi ha chiesto se non sto esagerando. Ci sono rimasta molto male e no, non credo di stare esagerando. Magari, quando tutto sarà finito, con il senno di poi mi dirò che è stata una precauzione eccessiva, ma adesso no, non lo è affatto.
Non essere certi di rivedere chi entra in ospedale, essere avvisati a morte avvenuta, non potersi congedare dai propri cari, non poter avere un vero funerale, sono queste le cose che temo e non auguro a nessuno.
Passerà questo momento, Adda passà ‘a nuttata, avremo le ossa ammaccate, dovremo fare la conta di chi c’è ancora e di chi invece potremo solo ricordare.
Spero avremo imparato a dare il giusto peso a ciò che davvero conta per ognuno di noi.
Siamo tutti foglie attaccate allo stesso grande albero che, scrollandosi, ci ha reso consapevoli di quanto siamo fragili.

Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore

Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita (Veglia, Giuseppe Ungaretti)

37 pensieri su “Come foglie

  1. Non ci sono parole… per noi che stiamo ai margini, solidali e vicini fin quasi a toccarvi, non privi di sensi colpa per essere così fortunati da vedere questa guerra da casa, al sicuro …
    Dovrà passare, certo, il corpo avrà il suo giusto riposo, ma quali cicatrici dolenti resteranno sul vostro cuore e dentro la testa?

    Piace a 1 persona

    • Dal momento che soffro di asma, per me la fame d’aria è un campanello d’allarme di una possibile crisi e, in questa situazione, è come se il mio corpo fosse sempre in allerta rossa. È difficile e stancante, soprattutto emotivamente.
      Grazie davvero per le tue parole Andrea, sono i piccoli gesti di questo tipo che rendono significativo ciò che facciamo. Non siamo eroi, siamo persone normali, fragili come tutti gli altri, lavoriamo non solo per uno stipendio, come tutti e com’è giusto sia, ma anche per un’etica, un codice deontologico che ci rende punto di riferimento di tante persone. Quando veniamo ringraziati è sempre una gioia.

      Piace a 1 persona

      • Ho letto che mascherina ed asma non vanno troppo d’accordo, in effetti.
        Senza contare l’effetto appannamento per chi porta gli occhiali (cosa da poco, ma fastidiosa).

        "Mi piace"

  2. Grazie.
    Per queste parole e per tutto.
    ❤️
    (Mi lasci come appesa a una commozione fortissima e difficile da raccontare… Mi hai donato un momento assoluto, ecco, di quelli in cui puoi sentire affrancarsi la Vita dal grande inganno della scontatezza, ma senza che in qualche senso sfugga, anzi: qui la Vita ci si accovaccia di fronte e resta ad accarezzarci)

    "Mi piace"

  3. Non per metterti ancora più ansia, ma forse sarà più difficile il dopo, oppure non cambierà niente come una ventata troppo forte che ha piegato gli ombrelloni, e poi li risistemiamo per riprendere a proteggerci dal sole… Lo so che sembra banale, ma alza il volume dello stereo o della radio: la musica salva la vita (!!!!!) 😉

    "Mi piace"

    • Vedremo, amico barman…. sicuramente sarà un cammino lungo e faticoso e ci vorrà tempo per riprendere abitudini “normali”. È stato un tornado, non un semplice colpo di vento, e dovremo abituarci al fatto che alcune cose non saranno più come prima.
      Ci adatteremo. D’altronde in natura vince sempre non l’organismo più forte, ma il più adattabile.
      Per ora non riesco a sentire musica, ho troppo rumore intorno a me, ma confido di tornare a farlo presto.
      Un saluto caro!!!!! 😊

      "Mi piace"

  4. nonostante siano piene di sofferenza e smarrimento le tue parole (mi) fanno bene.
    fanno sentire la vicinanza di medesimi timori, di identiche sensazioni (quella mano che spinge giù la testa) e confortano perchè mi dicono che poi metti da parte i pensieri negativi e torni a dispensare rassicurazioni e farmaci con un sorriso faticoso dietro la mascherina.
    tu stessa sei il fiore bello che a dispetto di tutto cresce nell’aiuola spartitraffico.
    un caro abbraccio
    ml

    "Mi piace"

  5. Cara Eleonora, non ho mai compreso esattamente quale sia il tuo lavoro ma che lavorassi in campo sanitario l’avevo capito da tanti tuoi post. Le tue parole toccano il cuore e vorrei che anche tu potessi sentire la vicinanza di noi tutti che ti leggiamo e ci sentiamo privilegiati, chiusi nelle nostre case. Vorrei poter dire di più… un grandissimo abbraccio

    "Mi piace"

  6. Difficile trovare parole cara Melina perché Per mia esperienza personale so che non servono.
    Io mi sento di vivere come in un Truman Show o in un grande romanzo di fantascienza apocalittica.
    Eppure nel mio giardino senza concimi che non ho fatto in tempo a comprare nuovi bulbi i fiori le rose le due camelie solo rigogliosi. Il sole si spegne in certe telefonate pressanti di aiuto. Stare in casa per tante, troppe donne, acutezza le tensioni.

    Dobbiamo farcela. Purtroppo non credo che da questa tragedia ne usciremo migliori.
    Servirebbe un aiuto profondo e non tutti abbiamo gli strumenti per farlo autonomamente Dunque saremo come prima chi più impaurito chi più aggressivo e menefreghista.
    Bene mi sa di averti dato il colpo di grazia tela Ti abbraccio forte forte per farmi perdonare.

    Shera💚🦋

    "Mi piace"

  7. Non ci si abitua mai alla vita che potrebbe andare via…e credo che per chi sta in trincea sia ancora più difficile, anche se ppotrebbesembrare il contrario…perchè si “vede” di più. Io spero solo che tutti riusciamo ad essere responsabili. Siamo foglie, è vero, fragili, ma le foglie sono anche concime.
    Le tue parole sono una lama nel cuore, non posso che abbracciarti, come un sole che batte sui rami…calore. Di vita.

    "Mi piace"

    • Sento il tuo caldo abbraccio e ti ringrazio per le tue parole così piene di comprensione e affetto.
      Noi “vediamo” di più, per proteggere e aiutare. Grazie di averlo capito così bene.
      Ti auguro giorni sereni, giorni di festa insieme a chi ami 🌹

      "Mi piace"

  8. Le tue parole, il tuo sfogo lo sento vicino. Il peso dei giorni certi giorni è opprimente. Sei una persona forte si sente e hai coraggio e ti ringrazio per ciò che fai nel tuo lavoro per la tua dedizione e ti ringrazio per le tue parole. Ne usciremo ammaccati distrutti e adattati. Concediti il silenzio e la stanchezza di svuotare la mail e il cervello. ci sarà tempo per i libri per la musica per le chiacchiere. Concediti di sorridere e di essere fragile. Ti abbraccio fortissimo

    "Mi piace"

Metti una mela nel cestino!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.