L’ultima

«Ma come, ti sei mangiato l’ultima pizzetta??? Uffa, sempre così. Ingordo che sei, era mia!»

Voltò la testa alla sua destra, incuriosito dal battibecco tra i due ragazzi seduti due tavolini più in là.
Lui alto e scuro, lei bionda e magrolina.

Belle tette però e un culo da tenere tra le mani con vero piacere.
Questo lo pensò quando si alzarono per andarsene via abbracciati, valutando con aria esperta i fianchi che ondulavano nei jeans aderenti.

Lo scambio di battute l’aveva riportato indietro nel tempo. Aprì il giornale senza riuscire a leggere una sola riga, gli occhi vagavano tra le lettere confondendo le parole e mischiando le carte dei ricordi.

Se ne stava lì seduto, strizzando gli occhi segnati dalle rughe del vento, riscaldandosi al sole primaverile già caldo, davanti alla spiaggia silenziosa, senza il fastidio di troppa umanità urlante e irrispettosa della sacralità del mare.

Pensava a quel periodo folle e crudele di tanti anni prima. Al gioco che avevano condotto insieme, dividendosi lei dapprima da buoni amici, poi bramando sempre di più il suo possesso esclusivo, come due cani alla disperata difesa di un osso.

Cos’era rimasto alla fine?

Rigirò il bicchiere quasi vuoto e bevve ancora un sorso di amaro masticando distratto un’oliva, l’ultima rimasta nel piattino.

bicchiere

fonte: web

Si parlava con un amico blogger di ultimo boccone di cibo conteso, domande aperte, ricordi e risposte possibili ed è nata questa associazione di idee, così per caso dalla riflessione su un croissant.

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Shall we dance?

ballo

fonte: web

Qualche sera fa sono tornata in casa del Diavolo per ascoltare buona musica.

Non è importante sapere cos’è il Diavolo, ma se proprio ne sentite il bisogno potete andare a leggere qui, che per inciso è una delle cose, non riesco a definirle in altro modo, che amo di più tra quelle che ho scritto finora.

Musica dicevo e che musica! Un concerto di musica occitana, musicisti bravissimi, che conosco e seguo da parecchio tempo e che meriterebbero una visibilità più ampia, accompagnati da un gruppo di ballerini carichi di un’energia contagiosa e scanzonata, che hanno fatto da apripista e messo in tutti noi un’incontenibile voglia di ballare.

Se mai vi capitasse di andare in una sala da ballo, in una milonga o semplicemente ad una fiera paesana e doveste vedere una persona ferma, immobile, gli occhi fissi sulla pista e sui movimenti dei ballerini, ecco quella sono io.

È uno spettacolo affascinante vedere le coppie di ballerini che volteggiano.

Quasi sempre c’è una coppia di professionisti, sicuri, affiatati, movenze e sincronia perfette, ballano con scioltezza, l’una si fida dell’altro al punto da non doversi neppure guardare, basta tendere una mano per trovare il compagno che la afferra.

C’è una coppia di volenterosi alle prime armi, sono sempre un po’ rigidi, si guardano i piedi, contano i passi per non sbagliare e, inevitabilmente, vanno fuori tempo, con grande irritazione di uno dei due, solitamente la donna, e contrizione del cavaliere.

C’è la coppia di ragazzine, ballano tra di loro, perchè nessuno dei loro amici maschi avrebbe il coraggio di farle ballare tra gli sfottò del gruppo, e ridono come matte, sono giovani, hanno corpi acerbi e ridono, semplicemente felici.

C’è sempre la mia coppia preferita, due persone anziane, a volte molto anziane, forse marito e moglie o forse chissà, ballano cautamente, ma con l’esperienza e la sicurezza che solo un lungo legame può dare, si guardano negli occhi, chiacchierano, magari dei figli o delle spese da affrontare, e ballano la loro vita insieme, un passo alla volta, senza fretta ma sempre a tempo.

Una vita fa ho deciso di seguire dei corsi di salsa, mi piaceva da morire, adoravo quelle ore di lezione, contavo i giorni ed era davvero una gioia poter ballare, abbandonare tutti i pensieri negativi e seguire non più il mio ritmo schizofrenico, ma solo quello della musica.

Però non avevo un partner fisso, solo qualche ballerino di fortuna raccattato per me all’ultimo momento, qualcuno passabile, altri per lo più tragici e pericolosi per la mia incolumità, non sto a raccontare i pestoni che ho rimediato e persino uno strappo dolorosissimo alla schiena.

Ripensandoci adesso mi viene da ridere, ma quanto mi sono arrabbiata allora, avevo a portata di mano una cosa che davvero mi piaceva e non sono stata in grado di portarla a termine.

Io adoro ballare, ma non ho nessuno che lo faccia con me. È difficile, timida ed insicura come sono, fidarmi di uno sconosciuto al punto da farmi prendere tra le braccia e guidare, anche solo per il tempo di un ballo, e allora mi colmo di sensazioni guardando gli altri ballare.

Però, almeno una volta, sarebbe bello provare la sensazione di un ballo perfetto.

Si, sarebbe davvero magnifico.

desideri (tag)

Ancora un tag per me, anche se la prassi è la solita, nessun nominato ma tutti liberi e invitati a scrivere, se ne hanno voglia.

Questa volta il tema sono i desideri e la pietra dello scandalo è quasi40anni.

Con lei è stato amore a prima lettura, anzi a primo avatar!

Ha messo un like ad un mio post, ho guardato il suo avatar e ho pensato “però! questo è un blog da leggere subito e TAAAC!” (come direbbe Pozzetto) 😉

Ringrazio anche l’ideatore del tag, il blog Racconti dal passato e così le formalità sono, se pur parzialmente, espletate.

Dicevamo?? Ah sì……..desideri!

Io fantastico di desideri fin da bambina, immagino lampade ritrovate fortunosamente, ma anche ferri da stiro o vecchie ciabatte vanno bene, da cui esce il genietto o la fatina di turno che mi concederà i tre canonici desideri.

Ogni volta sfido me stessa a creare desideri sempre più elaborati, cercando di trovare la tripletta perfetta, colei che mi darà la piena felicità.

Il mio campo dei desideri spazia dalla politica alla messa in discussione dei massimi sistemi, dalle doti musicali e canore alle abilità linguistiche, quanto mi piacerebbe avere il cervello programmabile come quello di Neo……”Conosco il Kung Fu“.

Ho provato recentemente a chiedere la tripletta bionda, stupida e un po’ zoccola ma niente da fare, almeno finora.

Che io sia sbacata non è un mistero, perciò non lamentatevi e soprattutto non si accettano resi per la merce avariata!

Quasi40anni dice che porta molta fortuna e spera i miei desideri possano realizzarsi, quindi stavolta devo trovare la miglior tripletta possibile.

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fonte: web

1° desiderio: desidero una notte di sonno in piena regola. Come quando, da piccola, chiudevo gli occhi solo per un battito di ciglia e mi risvegliavo a giorno fatto, ogni volta piena di stupore per quella magia inspiegabile. Voglio andare a letto presto e fare un sonno lunghissimo e sereno, svegliarmi con i capelli tutti impastati dalle alghe dei sogni, alzarmi dal letto come da una caverna profonda e confortevole, ridere delle pieghe che il cuscino avrà disegnato sulla mia faccia, per una volta davvero riposata.

2° desiderio: desidero imparare a piangere per allontanare via la tristezza, con graziose lacrime che rotolino giù a comando rendendo luminoso il mio viso, senza sembrare più un patetico pomodoro spiaccicato. Una mia compagna di collegio, all’università, aveva questa dote che ho sempre desiderato per me. Era una buffa ragazza italo-sudafricana, aveva girato mezzo mondo ed era in quel collegio quasi per caso. Le sono grata per le lunghissime conversazioni in inglese, per le fantastiche merende a base di marmellate inglesi e burro salato e per avermi fatto conoscere i Nirvana. Di tanto in tanto, quando era triste per la troppa nostalgia di casa, si sedeva davanti alla finestra e si concedeva un bel pianto consolatore, che le accendeva la pelle chiarissima e gli occhi azzurri, rendendola ancora più bella, poi faceva un bel respiro e tornava allegra (Romy, wherever you are I miss you so much).

3° desiderio: desidero trovare il coraggio per cambiare la mia vita. Dopo molto tempo trascorso nelle pastoie di scelte obbligate, sto finalmente scorgendo un’alternativa per il mio futuro, sicuramente folle e rischiosa, ma già solo pensare a questa opportunità mi rende stranamente felice. Mi manca il coraggio per compiere il primo passo ed è questo che desidero con forza.

Tirando le somme, ho chiesto un cuore per piangere e il coraggio per vivere, mi manca solo il cervello per pensare, ma credo che Dorothy sarebbe comunque fiera della mia wishlist.

Se rinasco

Caro Dio, Adonai, Allah, Krishna, Brahma, Odino, Rha, Zeus, Entità aliena, o chiunque tu sia, sempre che qualcuno esista e queste non siano solo parole vuote, create per sentirci meno soli e dare un senso al nostro esistere.

Tra pochi giorni sarà il mio compleanno.

Già il primo mese dell’anno è sempre quello più difficile, carico com’è di aspettative, bilanci e buoni propositi, ma si può essere più sfigati del dover fare anche i conti con gli anni che passano ed iniziare con un anno anagrafico in più sulla schiena?

Lasciamo perdere, và!

Comunque voglio avvantaggiarmi e vorrei chiedere, o meglio patteggiare con te, qualche miglioria per la prossima vita.

Sì perchè ormai su questa non c’è più molto da fare, insomma il paziente collabora ma la situazione è seria.

Caro Dio ecc ecc ecc se rinasco potresti farmi bionda, oca e un po’ zoccola?

Bionda perchè è statisticamente provato che le persone con i capelli biondi predispongono alla altrui simpatia, così finalmente smetterò di sentirmi inadeguata, non dovrò più preoccuparmi dell’opinione del prossimo e di farmi accettare.

Oca perchè non è che essere intelligente mi abbia giovato così tanto, anzi vorrei smettere di pensare troppo, imbottire di ovatta il cervello e non incasinarmi da sola più del necessario.

Zoccola perchè se devo essere oca almeno fatemi divertire, solamente un po’, senza perdere il buon gusto e l’ironia.

Nel vortice della mia rinascita, se posso aggiungere ancora qualcosa, gradirei avere doti musicali, qualunque strumento va bene ma in primis il pianoforte, e magari una bella voce, possibilmente alla Ella Fitzgerald.

Se poi ti avanzano 20 centimetri di altezza io non mi offendo ma, mi raccomando, centimetri e non chili, per questi ultimi ti sei già abbondantemente espresso in questa vita.

Ora ti saluto mio caro Dio ecc ecc ecc e spero che queste non siano solo cyber-parole vuote nella rete delle illusioni.

“Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi progetti” (Proverbio yiddish)