a chiamata rispondo (tag)

Il blog Ciaolatteciao mi ha  gentilmente nominato per il Liebster Award. liebster3

Le domande sono così carine che ho deciso di rispondere, anche se poi non nominerò nessuno per non fare torto a tutti i miei blog preferiti (e sono tanti!).

1. Qual è la citazione guida nella tua vita?
Vorrei mettere una citazione dotta e non banale, ma nelle mie orecchie risuonano le parole che mio padre ha sempre ripetuto “Hai fatto solo il tuo dovere” ed è ciò che faccio ancora oggi.

2. Qual è la tua opera d’arte preferita?
Ovviamente Magritte, c’era bisogno di dirlo??, in modo particolare L’impero delle luci che ho avuto il privilegio di ammirare anni fa in una mostra antologica a Como. Penso di essere rimasta una mezz’ora incantata, anzi ipnotizzata, da quelle finestre illuminate. Indimenticabile.

2016315783. Qual è la città del tuo cuore, che tu l’abbia visitata o meno, e perchè, cosa ti evoca?
Genova, che è la mia casa adottiva e che torno a trovare spesso, e due dipartimenti francesi, Dordogne e Languedoc. Ciascuno di questi luoghi suscita in me l’impressione di essere a casa, di averli vissuti in un passato di chissà quale epoca.

4. In quale epoca storica ti piacerebbe essere nato ed aver vissuto?
Mi sarebbe piaciuto vivere il fermento dei primi anni del novecento, soprattutto gli anni ’20 e ’30, magari a Parigi se proprio potessi scegliere.

5. Qual è la tua fiaba preferita?
Si dice che da piccolina conoscessi a memoria la fiaba di Pollicino, non garantisco che sia effettivamente la mia preferita ma ricordo ancora a memoria La ragazza mela, una fiaba di Italo Calvino che ho letto e riletto centinaia di volte per far addormentare la mia sorellina più piccola.

6. Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Purtroppo ho perso la chiave di quel cassetto, sono molto sbadata………..

7.Qual è l’invenzione della quale avresti voluto essere artefice?
In realtà non c’è ancora e mi manca moltissimo, soprattutto quando sono di fretta: il teletrasporto del capitano Kirk, ogni tanto ci provo a dire la frase magica “Signor Scott, mi faccia risalire” ma mai una volta che funzioni!

8.Qual è il personaggio storico che più ti affascina e perchè?
Questa volta sono tre, Edward Bach, Samuel Hahnemann e Frida Kahlo.

9. Perchè un blog…
Un blog per non sentirmi sola, per scavare dentro, per raccontare, per sorridere, per piangere, per amare.

10. La tua poesia preferita…. perchè di poesia siamo fatti…
Il mio poeta preferito è Ungaretti e in assoluto la poesia che amo di più è Natale, che ho già postato tempo fa. Altre due meraviglie sono qui sotto.

Notte di maggio

Il cielo pone in capo
ai minareti
ghirlande di lumini.

Veglia

Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenililunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore

Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita.

Pur non nominando direttamente nessuno, chi desidera rispondere a domande così carine è caldamente invitato a farlo!

Un po’ di musica ci sta sempre e poi adoro questi bruti dal cerone pesante.

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Se rinasco

Caro Dio, Adonai, Allah, Krishna, Brahma, Odino, Rha, Zeus, Entità aliena, o chiunque tu sia, sempre che qualcuno esista e queste non siano solo parole vuote, create per sentirci meno soli e dare un senso al nostro esistere.

Tra pochi giorni sarà il mio compleanno.

Già il primo mese dell’anno è sempre quello più difficile, carico com’è di aspettative, bilanci e buoni propositi, ma si può essere più sfigati del dover fare anche i conti con gli anni che passano ed iniziare con un anno anagrafico in più sulla schiena?

Lasciamo perdere, và!

Comunque voglio avvantaggiarmi e vorrei chiedere, o meglio patteggiare con te, qualche miglioria per la prossima vita.

Sì perchè ormai su questa non c’è più molto da fare, insomma il paziente collabora ma la situazione è seria.

Caro Dio ecc ecc ecc se rinasco potresti farmi bionda, oca e un po’ zoccola?

Bionda perchè è statisticamente provato che le persone con i capelli biondi predispongono alla altrui simpatia, così finalmente smetterò di sentirmi inadeguata, non dovrò più preoccuparmi dell’opinione del prossimo e di farmi accettare.

Oca perchè non è che essere intelligente mi abbia giovato così tanto, anzi vorrei smettere di pensare troppo, imbottire di ovatta il cervello e non incasinarmi da sola più del necessario.

Zoccola perchè se devo essere oca almeno fatemi divertire, solamente un po’, senza perdere il buon gusto e l’ironia.

Nel vortice della mia rinascita, se posso aggiungere ancora qualcosa, gradirei avere doti musicali, qualunque strumento va bene ma in primis il pianoforte, e magari una bella voce, possibilmente alla Ella Fitzgerald.

Se poi ti avanzano 20 centimetri di altezza io non mi offendo ma, mi raccomando, centimetri e non chili, per questi ultimi ti sei già abbondantemente espresso in questa vita.

Ora ti saluto mio caro Dio ecc ecc ecc e spero che queste non siano solo cyber-parole vuote nella rete delle illusioni.

“Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi progetti” (Proverbio yiddish)

La distr@zione delle cose

Considera una sera in cui non sei perfettamente presente a te stessa.

Ti osservi e l’immagine di te è sfocata, come preda di un movimento infinitesimo ma costante che ti porta lontano dal centro dell’obiettivo.

Sorseggi un bicchiere di vino, rosso, aspro, senti il tannino che pizzica la lingua, senza pretese ma buono per scaldarti ed arrossare le tue guance.

Sei seduta in una chiesa, anche se di chiesa conserva ormai solo l’apparenza disordinata e decadente.

La musica è il suo vero dio insieme ad ogni forma di cultura, anche quella un po’ alternativa, con un filo di barba sulle guance, tanto per non essere presa troppo sul serio.

Ti sei svegliata con la voglia di fare qualcosa di diverso e per una volta non hai detto no, dai ci rinuncio, cazzo invece sì!

Ti sei vestita, hai guidato nella notte ed ora aspetti, sorseggiando vino, ascoltando Paolo Nutini che graffia le orecchie e punge il cuore mentre ti vedi, riflessa in un grande specchio bombato, che rimanda di te un’immagine ancora più sfocata.

Sorseggi, ascolti ed intanto osservi.

Pareti affrescate intorno a te, vecchi tavoli segnati dalle tracce di avventori poco accorti, drappi di velluto alle pareti, candele e diavoli rossi.

Il rosso è il tuo colore, oggi l’hai sfoggiato anche sulle labbra, con sfacciataggine e liberatoria sicurezza.

Ti senti un po’ nerd, una sfigatella seduta da sola, cercando di renderti invisibile hai giocato con il cellulare, sbuffando e guardando l’orologio, come chi aspetta qualcuno che non deve arrivare, mentre nel profondo speri che non scoprano ancora il tuo bluff.

Il rumore intorno a te aumenta mentre scrivi e rifletti.

Al tavolo dietro il tuo siede un uomo solitario, un grosso bicchiere di birra in mano ed un piccolo registratore a cassette come non fanno ormai più.

Ogni tanto ti volti a controllare che ci sia ancora, ti fa piacere avere un gregario che accompagni la tua fuga solitaria.

Intanto ripensi alle parole che poco fa ti hanno ferito immensamente.

“Sei apatica, sei assente e poco combattiva, hai lo sguardo triste e rassegnato di chi non trova uno scopo, non sei più tu”.

Se a dirle è chi ti ama di più devi per forza crederci.

Come spiegare che sei preda di un’inquietudine senza nome, che vivi al di fuori di te stessa e senti di non appartenerti più? Una fase, un periodo di supremazia ormonale, passerà o forse no ma chi può stabilire a priori il suo divenire?

Per ora non sai che fare e vivi come una foglia in bilico sul ramo, pronta a distaccarsene galleggi a mezz’aria, cercando di prendere una direzione.

Non ti curi che sia quella giusta, non lo è quasi mai, ma sarà la tua direzione e di nessun altro.

Sta iniziando il concerto, acustico, essenziale, organizzato nella speranza di salvare dalla chiusura un regno della musica, che talvolta permette ad uno spirito irrequieto di sostare, bevendo vino in casa del diavolo.

Hai i tuoi demoni nella tasca, stasera saranno in buona compagnia.

cortocircuito

Sono stata assente per un po’.

Inizialmente la colpa è stata della chiavetta internet che faceva i capricci ma poi è subentrata una buona dose di pigrizia mentale.

Negli ultimi post ho affrontato temi molto importanti per me. Metterli nero su bianco mi ha alleggerita emotivamente, forse perfino troppo, perchè le idee hanno fatto cortocircuito, mi è venuta l’ansia da prestazione e mi sono ritrovata davanti alla tastiera a domandarmi

“e ora che faccio? cosa posso dire ancora? ho ancora qualcosa di interessante da tirar fuori?”

Scrivere è un esercizio di pazienza, costanza e forza di volontà e sentivo di non averne più molta.

Nel tentativo di fare chiarezza mi sono dedicata ad altro, ho fatto un viaggetto, ho letto tanti libri, guardato film, ascoltato buona musica in attesa di tornare.

Sono tornata? Non lo so ma ci provo, a piccoli passi.

“Ogni tanto, ultimamente, mi sembra di andare, non so come dire: sottovuoto” (Chiara Gamberale)

Riflessioni uterine

“Lei ha figli?”

“No”

“E come mai?”

“Non ho figli per scelta”

“Non vengono?”

“No, non li voglio”

“Ma non si preoccupi, lei è ancora giovane, verranno!”

“No, non voglio figli”

“Ah ma allora non vengono”

“………….”

“Beh, c’è sempre l’adozione”

“………….”

Ho dovuto sostenere questo esilarante, a dire il vero abbastanza surreale, dialogo molte volte nel corso degli anni.

Talvolta varia il contesto, la delicatezza con cui la domanda viene posta, lo sguardo più o meno compassionevole dell’interlocutore, ma la sostanza rimane la stessa.

Lavoro a contatto con un pubblico estremamente variegato per età, estrazione sociale, cultura e spesso mi trovo ad affrontare domande indelicate, poste con estrema superficialità.

Sembra quasi che la gente, abituata alla tua presenza, non faccia più caso al fatto che chi ti sta davanti non è un soprammobile o un pezzo di arredamento del negozio ma una persona con sensibilità e sentimenti.

Pochi minuti fa stavo leggendo Nulla di nuovo, l’ultimo post di Erre e mi sono soffermata su una frase che non potrebbe essere più azzeccata per me.

“…………dimentichiamo troppo spesso di considerare e comprendere sentimenti e ragioni altrui, e di rispettarne i tempi. O le scelte.”

Ho scelto di non avere figli e non è stata una decisione presa con leggerezza.

Ho cercato di dare un senso a questa scelta leggendo libri, parlando con persone competenti, ho lavorato molto sul quel senso di colpa atavico che viene inculcato alle donne, sul perchè devono sentirsi più complete e realizzate solo dopo aver messo al mondo una congrua prole.

Sono consapevole che potrei pentirmene quando sarà troppo tardi, la biologia non è un’opinione, ma ho accettato questa possibilità e preso atto delle conseguenze.

Non ho senso materno, non desidero figli. E’ davvero così strano o sbagliato?

Mi sento sbacata in molte altre delle scelte che ho fatto ma non in questa.

Eppure c’è sempre la domandina insidiosa, lo sguardo pietoso che tentano di farmi sentire egoista e superficiale.

Perchè poi?

Perchè devo sentirmi realizzata solo per l’attività del mio utero?

“Eh ma se non ha figli come farà quando sarà vecchia? A chi lascerà le sue cose?”

Mi chiedo se fare figli serva a procurarsi delle badanti a buon mercato in vista della vecchiaia, una sorta di egoismo prolungato per non rimanere soli.

A volte vorrei fare come i monaci zen o i seguaci del decluttering, eliminare tutto il superfluo per non caricare lo spirito di gravami emotivi, non avere più nulla se non i ricordi, non lasciare di me nulla se non un buon ricordo ed essere giustamente dimenticata quando sarà il momento.

 Voglio sentirmi libera di sbagliare, voglio sentirmi libera di cadere, voglio potermi guardare allo specchio orgogliosa di me stessa.

Nonostante tutto.

Rispondi con un libro

Parecchi blogger amici si sono cimentati in questo test divertente e ci ho provato anch’io.

Non sono stata invitata a partecipare ma ho trovato la sfida irresistibile……….diciamo che mi sono imbucata alla festa 😉

Leggendo le altre liste ho trovato parecchi spunti interessanti e mi è parso un modo intelligente per scoprire libri poco noti e appuntarsi qualche suggerimento di lettura.

Dopo lunghe riflessioni ecco la mia lista:

1) Sei maschio o femmina?

La sognatrice di Ostenda – Eric-Emmanuel Schmitt

2) Descriviti

La ragazza dal cuore di acciaio – Joe R. Lansdale

3) Cosa provano le persone quando stanno con te?

Dance dance dance – Murakami Haruki

4) Descrivi la tua relazione precedente

La zona morta – Stephen King

5) Descrivi la tua relazione attuale

Cime tempestose – Emily Brontë

6) Dove vorresti trovarti?

Il porto dei mondi incrociati – Michael Scott Rohan

7) Come ti senti nei riguardi dell’amore?

Il corso delle cose – Andrea Camilleri

8) Come descriveresti la tua vita?

Lo strano è vivere – Carmen Martín Gaite

9) Cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?

Ali – Mishima Yukio

10) Di’ qualcosa di saggio.

Se ti abbraccio non aver paura – Fulvio Ervas

11) Una musica.

La schiuma dei giorni – Boris Vian

12) Chi o cosa temi?

Presagio triste – Banana Yoshimoto

13) Un rimpianto

Orgoglio e pregiudizio – Jane Austen

14) Un consiglio per chi è più giovane

Furore – John Steinbeck

15) Da evitare accuratamente

Il mago – Somerset Maugham

Buon gioco a chi altro vorrà cimentarsi e buona lettura sempre e comunque!